La Parola:«Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».

Dieci minuti con Gesù

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 12,13-17) In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.

Cari amici buongiorno! Dio vi benedica sempre! Oggi vi propongo di trascorrere i dieci minuti con Gesù sul vangelo che ci propone la liturgia del giorno. È un vangelo famoso e importante perché, con la sua risposta alla questione del tributo a Cesare, Gesù dichiara che il Regno di Dio non è di questo mondo, però si attua in esso. Ma il vangelo di oggi è interessante anche perché mette a fuoco aspetti di grande rilievo circa la persona di Cristo Gesù. Intanto quel che vien detto di Lui è anzitutto la trasparenza del suo pensare e dire che coincidono col suo fare e col suo essere. Quale “essere”? Quello di una veridicità assoluta, che non si lascia tarpare le ali da quel che può pensare giudicare e dire la gente. Gesù infatti è Maestro vero. Perché il suo insegnamento è la verità essenziale che coincide con la “via additata da Dio”. Certo, di Gesù possiamo dire che è l’uomo “libero” per eccellenza. E dunque il Verbo di Dio, fatto uomo, indica a noi quello stile di vita assolutamente libero da impacci e paura del giudizio altrui (con relative “paralisi” sull’impegno del bene) che spesso rendono la convivenza oscurata da diffidenza doppiezza e pusillanimità in un agire insincero, tinteggiato di viltà. Signore Gesù, rafforza in me la continua ammirazione per la Tua Persona e fa’ che l’aspetto del Tuo essere “vero e trasparente” sia per me stimolo, aiuto e modello perché nelle “arterie” di questo mondo io aiuti a far scorrere verità e vita.

La voce di Papa Francesco :«Uscire da sé stessi è uscire anche dal recinto dell’orto dei propri convincimenti considerati inamovibili se questi rischiano di diventare un ostacolo, se chiudono l’orizzonte che è di Dio.”Auguro a tutti una buona giornata e vi benedico. Padre Gaetano

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